Ho conosciuto don Domenico quando avevo 27 anni. Ho avuto il grande dono di averlo come confessore, padre spirituale, guida spirituale, e anche di conoscerlo in altri contesti, di avere lunghe conversazioni con lui. Lo ricordo con tanto affetto e riconoscenza.
Come confessore era misericordioso, dolce, faceva incontrare l’accoglienza sconfinata di Dio Padre e così generava le persone alla fede, alla fiducia in Dio. Fiducia che in lui era tangibile, completa, incrollabile.
Come guida spirituale incarnava, e poi insegnava, gli atteggiamenti fondamentali della vita cristiana: l’importanza della preghiera, del perdono, di cercare forza nella parola di Dio e nei Sacramenti, di alzare continuamente lo sguardo da noi a Gesù. Invitava ad andare sempre avanti con perseveranza: «avanti con gli scavi!» diceva.
Era una persona carismatica, che aveva familiarità con lo Spirito Santo. Sono convinto della sua santità, per la sua umiltà, per come perdonava, per come cercava la volontà di Dio e, soprattutto, perché la sua dedizione, la sua appartenenza a Dio era completa, integra.
Grazie don Domenico.
Walter